Descrizione
Nella vita comune la luce è vissuta in modo inconsapevole è molto difficile leggerne la qualità ed ancora di più complesso determinarla progettandola.
I termini, ombra, penombra e buio essendo antagonisti della luce aiutano a definirne la qualità ed ad osservarne la peculiarità.
La luce permea e costruisce l’ambiente in cui tutto prende forma, ma all’interno di contesti pubblici e teatrali la stessa luce deve acquisire il significato di accompagnamento ed essere flessibile a richiesta.
In un teatro la regola consolidata per l’illuminazione (non di scena) è quella di poter regolare continuamente e gradualmente l’intensità dei corpi illuminanti prima dello spegnimento totale durante la rappresentazione. Questa flessibilità, oltre che dar tempo agli spettatori di sistemarsi seduti per assistere al film, abitua gradualmente i loro occhi alla luce attenuata della proiezione e, in definitiva, li induce ad apprezzare meglio la proiezione stessa.
Dev’essere una luce che non abbaglia lo spettatore e che non lo faccia sentire completamente solo nel buio della sala, deve sempre percepire la via di uscita anche durante lo spettacolo e non solo a fine rappresentazione.
ph Matteo Mottari