Descrizione
In questo progetto la luce non è un semplice elemento funzionale, ma diventa un linguaggio che dialoga con la materia. Le superfici in cemento a vista, rigorose e tattili, vengono attraversate da linee luminose che ne esaltano la geometria e ne attenuano la ruvidità. Ogni sorgente è integrata con precisione, pensata per guidare lo sguardo e accompagnare il movimento nello spazio senza imporsi.
Le scale vengono illuminate da tagli verticali morbidi, che trasformano un passaggio in un’esperienza sensoriale. Nei percorsi, piccoli accenti radenti definiscono le profondità e creano un ritmo visivo fatto di chiaroscuri calibrati. Nessuna luce superflua, nessun eccesso: solo ciò che serve per far emergere l’architettura nella sua forma più pura.
L’intero progetto nasce dalla volontà di coniugare atmosfera, funzionalità ed essenzialità. La luce diventa così uno strumento di interpretazione dello spazio, un segno leggero che modella volumi, racconta materiali e costruisce una continuità tra ambienti diversi. Un’illuminazione che non si limita a illuminare, ma che disegna, accompagna e restituisce identità.
PH Michele Nastasi